Restauratore opere d’arte: chi è, cosa fa e come diventarlo

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Il restauratore di opere d’arte è un artigiano che svolge un mestiere antichissimo. Tra le varie figure esiste il restauratore di quadri antichi e dipinti che è anche quella più conosciuta. Uno degli interventi più richiesti nel settore è l’integrazione delle lacune, un trattamento che ripristina la continuità della superficie danneggiata. Questo professionista si occupa anche di restauro statue antiche.

Quale di queste affermazioni è corretta? Risposta: sono tutte vere.

Queste sono solo alcune nozioni sull’affascinante mondo del restauro ma ce ne sono molte altre. Pensa solo al restauro di dipinti su tela o il restauro dipinti su tavola, quante opere sono tornate tra noi con il loro splendore originale. Ricorderai la controversa storia sull’Ultima Cena di Leonardo, be’ di chiunque sia la ragione dobbiamo ammettere che è un vero privilegio poterla ammirare ancora oggi. Dopo oltre 500 anni, grazie al suo restauro, ci trasmette emozioni e sensazioni d’altri tempi.

Nei prossimi paragrafi osserverai dietro le quinte questo variegato mestiere e chi oggi lo fa ogni giorno. Imparerai cosa fa nel concreto un restauratore di opere d’arte e di quali diversi interventi si occupa come il restauro quadri antichi, il restauro affreschi o il restauro pittorico per citarne alcuni. Per concludere faremo un salto nel passato e scoprirai un’ultima chicca interessante. Iniziamo subito.

 

Cosa fa il restauratore di opere d’arte

Io lo definirei una sorta di medico, un custode moderno di ciò che i nostri predecessori ci hanno lasciato. E’ una persona di grande cultura e conoscenza sia del passato ma anche del presente per poter applicare le tecniche più all’avanguardia e scientificamente adatte in base all’opera che ha davanti. Ringraziamo gli esperti restauratori d’opere d’arte della Angelani Restauro che hanno permesso la redazione di questo articolo informativo. Scopriamo qualcosa in più. 

Quali sono le fasi principali del suo lavoro?

Innanzitutto esamina l’opera che ha davanti e stabilisce le sue condizioni, ovvero la natura del danno, cosa potrebbe averlo causato e che valore ha a livello storico e artistico.

Dopodiché pianifica come procedere e seleziona le tecniche e i materiali più adatti da utilizzare per avere il minimo impatto con la massima resa e durabilità nel tempo.

In base a cosa sceglie una metodologia di intervento rispetto ad un’altra?

In base all’obiettivo finale che si vuole raggiungere con l’opera. Facciamo un esempio. Se volessi restaurare un antico quadro in tela potresti scegliere tra due opzioni: un restauro estetico o un restauro conservativo. Il primo si concentra sulla leggibilità del dipinto e include interventi atti a ripristinare la bellezza originale come rimuovere eventuali macchie o integrare lacune cromatiche. Il secondo, dalla parola conservativo appunto, mira a conservare o consolidare il materiale a disposizione e cercare di bloccare il deterioramento del tempo. A seconda del tipo si adottano tecniche completamente diverse.

Dove lavora un restauratore di opere d’arte?

Nel suo laboratorio di restauro dove ha a disposizione l’attrezzatura necessaria, liquidi, strumenti e postazioni adatte. Talvolta, quando l’opera non è trasportabile, questo professionista ricrea il suo spazio di lavoro lì dove quest’ultima si trova.

Quali sono le principali tipologie di restauro?

Eccole qui di seguito:

  • Restauro pittorico, quadri e dipinti
  • Restauro affreschi e dipinti murali
  • Restauro statue lignee
  • Restauro lapideo
  • Restauro doratura
  • Restauro soffitti in legno a cassettoni
  • Rimozione graffiti

Ora hai il “quadro” per restare in tema, ma come si arriva a un simile traguardo?

 

Come diventare restauratore di opere d’arte

Come per qualsiasi professione occorre acquisire delle conoscenze generali e poi specializzarsi nell’ambito di preferenza.

Nel caso del restauratore è utile entrare in questo mondo già dalle scuole superiori scegliendo un percorso artistico per poi proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti nel ramo Restauro d’arte. Un’altra opzione universitaria potrebbe essere un corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali oppure una Scuola Statale con lo stesso indirizzo.

Oltre ad una conoscenza approfondita teorica, ciò che più conta è sporcarsi le mani e fare tanta pratica, per cui è indispensabile svolgere tirocini sia durante che dopo la scuola. Questo ti permetterà di “rubare” i segreti degli esperti e farli tuoi, acquisirai così un valore aggiunto che non impari sui libri di testo.

Una volta unita la teoria alla pratica, potrai assecondare le tue attitudini e capire cosa ti da soddisfazione anche in base al tipo di manufatto da restaurare. Abbiamo già accennato infatti i vari tipi di restauri d’arte come restauro dipinti ad olio, restauro affreschi, restauro soffitto a cassettoni o ancora restauri lapidei, di statue lignee o di manufatti tessili. Come vedi c’è molta scelta.

Un’altra cosa interessante può essere quella di specializzarsi in un determinato arco temporale. Mi spiego meglio. Se avessi un quadro prezioso di fine ‘600 da salvare, preferiresti

  1. rivolgerti a un esperto che tratta tra le tante cose anche il restauro quadri o
  2. rivolgerti a un professionista specializzato nel restauro dipinti antichi dal ‘500 al ‘900 ?

Spero di aver reso l’idea. Ma andiamo avanti e togliamo un altro velo di mistero.

 

Quanto guadagna un restauratore di opere d’arte

Un sacco di soldi. No davvero, un sacco di soldi.

In effetti è giusto che sia così date le competenze che questo artigiano, a metà tra uno scienziato e un artista, deve acquisire per poter esercitare la professione.

Partiamo dicendo un’ovvietà: la retribuzione dipende da moltissimi fattori come per esempio il tipo di progetto. Stiamo parlando di un quadro o di una statua di marmo? Ha un valore storico rilevante, è unico o ha tanti replicati? Quanto tempo richiede il restauro?

Oltre a questo, bisogna distinguere tra un restauratore di opere d’arte libero professionista o un dipendente pubblico, i due salari infatti cambiano vertiginosamente. Mentre l’artigiano a contratto può auspicare a un massimo di 30000 € annui, quello che si mette in proprio può addirittura raggiungere gli 80000 € annui. Una bella differenza di cifra, che richiede tuttavia anche investimenti e rischi proporzionati al tipo di scelta.

 

Storia del restauro d’opere d’arte

Come promesso ecco la chicca di storia. Hai presente quella sensazione di antico che percepisci quando ammiri un’opera d’arte? Quella sorta di sbiadimento che rende il tutto più misterioso?

Prima del 1800 quella specie di patina – la chiameremo così – veniva considerata un difetto, come uno strato di sporcizia da rimuovere e che danneggiava l’estetica del dipinto. A seguito di quell’anno si è capito invece che la famosa patina era piuttosto ciò che dava valore all’opera e gli conferiva quel pathos unico ed etereo.

Ancora oggi lo scopo del restauro conservativo è proprio quello di fermare nel tempo l’arte rispettando i segni del tempo che l’hanno attraversata. Davvero affascinante.

Ma non è stato sempre così.

Nel tempo il concetto di arte e restauro ha subito una notevole evoluzione. I greci per esempio credevano nella sinergia tra arte e natura e dato che la natura era considerata il riflesso delle divinità, quando serviva un restauro era completo. L’opera doveva tornare al suo stato originario ad ogni costo.

Poi ci furono i romani e molti anni dopo, circa dal ‘400 in poi, emerse una prima forma di restauro vero e proprio.

Insomma quella del restauratore d’opere d’arte è un’abilità che affonda le sue radici nel lontano passato e che lascia, fortunatamente, le sue scie ancora oggi.

Hai mai pensato di consultare un esperto del settore per valutare un’opera di valore in tuo possesso? A fine lettura hai ancora qualche perplessità sull’argomento? Dicci come possiamo aiutarti scrivendo la tua opinione nei commenti.

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