Restauro e risanamento conservativo

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Restauro e risanamento conservativo: non è un semplice processo edilizio ma piuttosto un vero e proprio miracolo, riportare il passato nel presente. Ammirare le opere degli uomini dei libri di storia e poterne apprezzare il valore, rimanere a bocca aperta davanti al loro splendore. Questo non ha prezzo, concordi?

Tra le altre cose parleremo anche di cifre. Non ti annoierò con dettagli tecnici o documenti necessari per i lavori come l’attestazione SOA – che in caso non lo sapessi è fondamentale da possedere per l’impresa che si occuperà dei tuoi lavori – o altri. Avrai tuttavia un quadro generale dell’argomento, nello specifico:

  • se hai cercato su Google le parole risanamento conservativo definizione o restauro conservativo definizione qui troverai le risposte e le differenze
  • se ti interessa sapere se questo genere di lavori rientra nel bonus 110% lo scoprirai nel quarto sottotitolo
  • se non ti è chiaro quale sia la differenza rispetto a una ristrutturazione edilizia, a fine articolo risolverai ogni dubbio.

 

 

Userò un linguaggio semplice e quando possibile farò degli esempi per chiarire ogni punto di quelli appena menzionati. Cerchiamo subito di visualizzare il materiale dando risposta a questa domanda: Quali sono gli interventi di restauro e risanamento conservativo?

 

Restauro e risanamento conservativo: esempi

Diamo prima qualche definizione. Simili ma non uguali, questi due tipi di interventi edilizi hanno lo stesso scopo: garantire la funzionalità di un edificio senza modificare in alcun modo i suoi elementi originali. Allora cosa cambia ti chiederai.

In due parole, il risanamento ha come obiettivo principale il ripristino della funzionalità originaria di un edificio.

Il restauro mira a preservare l’aspetto storico-artistico di una struttura di cui si vuole mantenere i dettagli originali. Concentriamoci su quest’ultimo e vediamo qualche esempio pratico.

Piccola parentesi. Per avere un risultato eccellente prima di procedere gli esperti consigliano di effettuare una diagnostica restauro, il che significa verificare il materiale e la tecnica utilizzata dall’artista per poter riportare l’opera alle sue condizioni ottimali.

Una volta fatto questo, di cosa si occupa nello specifico il restauratore di opere d’arte? Per esempio può effettuare un restauro pittorico e quindi mette mano su quadri e dipinti oppure ha a che fare con dei manufatti in legno operando un restauro statue lignee. Può rimuovere il degrado da una cornice d’oro con un restauro doratura oppure occuparsi di restauro affreschi. Inoltre due ulteriori tipologie di intervento sono il restauro soffitto in legno e il restauro lapideo ovvero di manufatti in pietra e marmo.

Queste sono le principali forme di restauro, puoi partire da qui per capire se il restauro conservativo è quello che fa al caso tuo. In caso contrario, continua la lettura e approfondiamo insieme un altro concetto per avere un’idea più ampia di tutto l’argomento.

 

Ristrutturazione edilizia o restauro conservativo: quali sono le differenze?

In realtà c’è un’unica grande differenza: lo scopo del lavoro. Se riesci a comprendere questo, hai capito tutto.

La ristrutturazione edile ha il compito di trasformare un edificio, del tutto o in parte, per soddisfare le esigenze di colui/o dell’ente che ha commissionato il lavoro. Tutto ruota intorno alla funzione che si vuole attribuire alla costruzione. A questo proposito si può dover cambiare l’assetto sia esterno che interno della struttura così come altri caratteri essenziali: si può demolire, aumentare la volumetria, modificare la destinazione d’uso, ecc ecc ecc.

Al contrario, gli interventi di restauro e risanamento conservativo puntano a conservare ovvero proteggere e preservare le caratteristiche artistiche e culturali dell’immobile. Il lavoro viene eseguito nel rispetto, il più possibile, dell’edificio nella sua forma, funzione e materiale originali sia dentro che fuori. Questo ha la priorità su tutto.

Pensa per esempio a un teatro del 1900: le opere di restauro e risanamento conservativo potrebbero essere quelle di accorpare due sale per una maggiore funzionalità originaria (risanamento) o di rimuovere dei graffiti senza compromettere le pareti (restauro).

Se invece il teatro subirà una ristrutturazione allora magari si sostituirà il pavimento originale con del parquet nuovo oppure si cambierà la destinazione d’uso ricavando due locali ad uso abitativo. Insomma, o si punta al nuovo senza colpo ferire oppure si consolida lo status storico-architettonico del costruito. Due punti di vista e obiettivi completamente opposti.

Potresti non essere ancora convinto quale linea seguire e allora qualche cifra nero su bianco può far oscillare l’ago della bilancia. Scopriamo se vale la pena investire su dei lavori di restauro.

 

Tassazione restauro e risanamento conservativo iva 10%

Esatto, come hai letto dal titolo tutti i lavori di restauro e risanamento conservativo rientrano negli interventi di recupero che beneficiano della tassazione Iva agevolata del 10%.

Questa è un’ottima notizia. Come ottenere l’agevolazione?

C’è un iter da seguire, una documentazione da compilare e la solita burocrazia.

In breve i documenti da presentare in Comune sono:

  • copia Carta identità,
  • copia Codice Fiscale o tessera Sanitaria in corso di validità,
  • autocertificazione,
  • copia DIA o SCIA.

L’autocertificazione è una dichiarazione che l’intervento di restauro e risanamento conservativo che vuoi attuare rientra in quelli che godono dell’Iva agevolata.

DIA sta per Denuncia Inizio Attività. SCIA sta per Segnalazione Certificato Inizio Attività.

Ora che hai tutti i dettagli per iniziare, veniamo al dunque.

 

Quanto costa un operazione di restauro o risanamento conservativo?

Parliamo di soldi. Per fare un calcolo il rapporto che devi tenere a mente è quello di € al metro quadro, il costo ovviamente varia in base al tipo di intervento.  In via generale si può dire che si parte da un minimo di 10€/per la rimozione di intonaco fino ad arrivare a quasi 600 €/per un intervento di risanamento edilizio che riguarda la struttura dello stesso.

E se invece volessi riportare in auge un meraviglioso affresco?

Per ottenere un prezzo per restauro di affreschi dovrai avere pazienza e considerare altrettanti fattori come la grandezza dell’opera, il suo stato di deterioramento e le tecniche usate. Tutti criteri che solo un esperto può valutare vedendo l’affresco con i suoi occhi.

Se vuoi garantirti un risultato ad hoc, aggiungi alla manodopera il costo di una consulenza di un professionista del settore. Per intenderci quello che oltre al preventivo ti fa la famosa diagnostica del restauro di cui accennavamo prima. Questo ha un costo ulteriore perché comporta delle ricerche più approfondite ma nota bene: non è obbligatorio, quindi valuta tu in base al valore che attribuisci all’opera.

A questo punto avrai compreso che si parla di somme importanti ma c’è un’ultima buona notizia che voglio condividere con te! Se avvii la pratica per un recupero conservativo consegnando i relativi documenti entro il 30 Giugno 2022 puoi usufruire del Super Bonus 110% che copre l’intero costo dei lavori.

Se riesci a rientrare nelle tempistiche, tutti i discorsi monetari fatti prima non valgono più e potrai aggiungere un immenso valore al tuo immobile a zero €.  Mi auguro di averti dato una panoramica esaustiva sul mondo del restauro edile e di averti fornito gli strumenti per muovere i primi passi.

Hai avuto qualche esperienza in merito? Conosci qualcuno che ha effettuato dei lavori di restauro? Faccelo sapere di sotto nei commenti. A volte l’esperienza è la miglior maestra! Ringraziamo il ministero della cultura per il lavoro svolto da sempre nel supporto di tali attività.

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